Sciatori del terzo tipo

Mi piace sciare nei mesi senza la “r”, è un po’ come la regola del non prendere troppo sole in testa da gennaio ad aprile, la salute innanzitutto. Alcune delle miei più belle sciate le ho fatte in primavera inoltrata da maggio in poi, Bivera, Kotovo Sedlo, Oberlercherspitz, Cima Piatta Alta addirittura a metà giugno, per non parlare dell’Höher Sonnblick salito e sceso il primo giorno di luglio di diversi anni fa. Quest’anno poi che l’innevamento è a dir poco eccezionale e le condizioni in quota sono perfette fa parte del gioco partire con gli sci sullo zaino, camminare per un bel po’ dell’itinerario senza più neve e solo da metà in poi, se va bene, calzare gli sci e salire con le pelli, spesso non servono neanche quelle e si sale a piedi sci in spalla fino in cima. La Val Sissanis offre a metà maggio una bella scivolata sui suoi facili pendii rivolti ad est non troppo cotti dal sole, in basso la neve ha già l’aspetto dei tipici nevai estivi a conchette e finita anche quella si rimettono gli sci sullo zaino e ci si rilassa con una bella scarpinata nel bosco ormai in assetto estivo prima della birra fresca finale. Probabilmente è a causa del lockdown, quest’anno la montagna si apprezza quasi di più e non servono grandi imprese, anzi, anche una camminatina sui sentieri ci soddifa più del solito, qualcuno la chiamerebbe astinenza neanche fosse una malattia, e lo si vede dalle facce della gente che s’incontra sui sentieri, tutti contenti di essere scappati dalle terre basse.

Plumbs

Sono ex-tante cose, ex-alpinista, ex-climber, ex-telemarker, ma andare in montagna in un modo o nell’altro mi piace ancora, e pazienza se ho smesso di fare questo e quello, la voglia di salire (e scendere divertendosi) è rimasta la stessa. Due anni fa mi sono incuriosito di queste tavole da neve corte e larghe che gli americani, che piaccia o no sono sempre loro a inventarsi certe novità, chiamano skiboards, lunghe 110-120 cm e larghissime da sembrare dei super bigfoot, e guarda caso vanno benissimo sulle nevi bagnate e il firn primaverili, si portano sullo zaino in salita e poi in discesa con il loro raggio di curva strettissimo ti fanno divertire come un bambino che calza la prima volta gli sci, non saranno gli strumenti ideali per le grandi gite scialpinistiche, ma personalmente da anni rifuggo qualsiasi sport che contenga il termine “alpinismo”, la montagna è un luogo per svagarsi e stare nella natura, cos’altro se no.

Il vallone del Plumbs mi è particolarmente caro, l’ho scoperto tanti anni fa nei miei primi epici giri in mtb e salito diverse volte con gli sci (normali) ai piedi, ritornare qua è sempre un piacere nonostante gli schianti nel bosco che caratterizzano in questi anni la parte bassa sulle strade forestali delle nostre montagne. Andarci da solo in un giorno infrasettimanale di fine aprile è ancora più piacevole, vuol dire avere tutta la valle a nostra disposizione e non intendo solo per l’ultra distanziamento sociale da Covid-19! Chiaro se se perdi tempo a salire per improbabili scorciatoie nel bosco fitto poi arrivi alla malga che sei già tardi e la neve incomincia a mollare, allora rinunci alla meta originaria e scegli come punto d’arrivo un cocuzzolo innevato ideale per inanellare le prime curve, e meno male perché il meteo sta cambiando e il cielo poi si annuvolerà, almeno sette-otto curve al sole le fai..

Non chiamatelo scialpinismo, piuttosto backcountry ski, sciare lontano da tutto e da tutti nel vero senso della parola, che c’è di meglio in primavera?

Niente forcella oggi

Una valle da sciare tutta per me

Lo sci del mercoledì

Tanta neve quest’anno

Il Cielo sopra Cornino

Ancora due passi e sono in cima, guardo l’orologio, segna le 11, è un giovedì mattina di marzo e mi trovo sulla vetta del monte Cuar, milletrecento metri sotto di me la pianura friulana. Certo, non sarà il Coglians o la Palla Bianca, ma da qui la vista è stupenda, il sole primaverile è una meraviglia e la discesa sul crestone est si preannuncia interessante e siamo ad appena 1478 metri di altitudine! Si potrebbe quasi definire sciprealpinismo visto che ci troviamo sulle Prealpi Carniche e di scialpinismo vero e proprio non si può proprio parlare, forse è meglio chiamarlo backcountry, lo sci nella Terra di Mezzo a ridosso della pianura ma non ancora montagna, qui tutto è più sfumato ed inconsueto, un mix felice del sole mediterraneo e della severità dei ghiacci. E vuoi mettere una sciata a 50 minuti da casa che se vuoi in cinque ore vai e torni. Quando arrivi alla fine della neve e ti togli gli sci il sorriso che hai stampato in faccia non è perché sei improvvisamente impazzito, è che ti sei divertito come fossi disceso da chissà quale famosa vetta alpina nonostante il dislivello di miseri 600 metri, il difficile è spiegarlo.

Less is more.

Lanza Ski Game

La sciata perfetta? Facile e bella su firn primaverile, no canali ghiacciati, picche e arnesi chiodati sotto i piedi, per quello abbiamo già dato. L’importante è scegliere una cimetta, meglio se insignificante dal punto di vista alpinistico, con un bel pendio esposto al sole, aspettare l’ora esatta quando la neve molla quel paio di centimetri dopo la gelata notturna e poi lanciarsi in slalom improvvisati fra i radi larici, arrivare giù e poi risalire per il bis, perché two is meglio che one.

Lo scialpinismo è morto, viva il backcountry.

 

Su e giù per il Matajur

Un inverno quello che sta per finire passato a girare in lungo e in largo la montagna dei pigri, quella che arrivi con un’ora di auto anche al pomeriggio dopo il lavoro, il Matajur, insomma, una montagn(ett)a buona per tutte le stagioni… Seriamente, le Valli del Natisone d’inverno sono il massimo per chi è costretto a vivere in pianura e non ha tempo ne’ voglia di andarsi a cercare le Grandi Montagne, neanche fossero poi tanto diverse, qui i sentieri innevati sono sempre battuti dai ciaspolatori (grazie, eh) cosicchè ci puoi scendere in bici, e quando ci sono le condizioni ci scappa anche una mini sciata con vista sulla pianura e sul mare, per non parlare dei panorami sui monti della vicina Slovenia, Stol e Monte Nero in particolare. Armato di PanasonicLumix FZ1000 e GoPro 4 Black, treppiede, steadicam e ammennicoli vari che fanno tanto “Pro” mi sono divertito a battere i sentieri arcinoti dopo anni di bike e quello che che ne è uscito è questo filmato girato nello splendore del Quattro Kappa e poi ovviamente esportato per il web a 1080p, una cosa divertente e colorita diversa dai miei soliti video di una giornata.

Per vedere meglio il video clicca su vimeo in basso a destra.

Enjoy.

Into The White

Sci o bici?  Difficile scegliere, soprattutto quando capita una giornata così… Into The White appena pubblicato su Vimeo, dove, tra l’altro, si vede molto meglio, qua su wordpress la qualità è veramente bassa. Per la cronaca la Krnica è una straordinaria discesa anche senza neve, in mtb fai 400 metri in salita dal Gilberti e scendi1600 metri fino a Bovec, basta solo ricordarsi di lasciare lì un auto, con gli sci invece si risale a Sella Prevala dopo la discesa, originale, no?

And now, Let’s Dance!